Psicologa Psicoterapeuta Cagliari

SUICIDI TRA GLI IMPRENDITORI

suicidi-imprenditoriIl drammatico scenario di debiti, fallimenti, licenziamenti, stipendi non percepiti, frutto della gravissima crisi economica che imperversa in Italia e in Europa, è divenuto nel nostro Paese il movente di stragi quotidiane, di suicidi che ormai non riguardano i soli imprenditori, ma anche, in numero sempre crescente, i disoccupati, in particolare la fascia di lavoratori sotto i 34 anni.

Mentre si conferma il primato del Nord-est in relazione al numero complessivo di suicidi, si registra anche una progressiva uniformità della distribuzione dei suicidi per area geografica.

Questi dati sono il risultato di uno studio recente di Link Lab, il Laboratorio di Ricerca Socio-Economica dell’Università degli Studi di Roma “Link Campus University”.

Gli imprenditori e i lavoratori sperimentano una lotta sempre più faticosa per la sopravvivenza, senza sostegno adeguato da parte delle autorità competenti.

Il tema drammatico del suicidio è stato affrontato da varie discipline, dalla sociologia alla psichiatria, dalla psicopatologia alla fenomenologia. In ambito sanitario molti sforzi sono diretti all’individuazione dei soggetti a rischio che si rivolgono ai servizi, e al tentativo di prevenire il compiersi dell’atto attraverso misure di contenimento, impiego di psicofarmaci, ecc.

La Fenomenologia, branca della filosofia fondata dal filosofo Edmund Husserl, è divenuta parte integrante delle conoscenze e degli strumenti degli psichiatri e degli psicologi clinici, ai quali offre la possibilità di comprendere la prospettiva soggettiva della persona sofferente e di ripristinare un dialogo terapeutico.

Quali mutamenti avvengono nell’interiorità dell’individuo che possono condurre al gesto suicidario?

Le personalità “depressive” hanno sviluppato la profonda credenza in un destino di solitudine, in dipendenza da un sentimento personale di indegnità e “non amabilità”. Solo con l’impegno profuso quotidianamente possono percepirsi meritevoli di amore.

Un fallimento come la perdita dell’attività lavorativa, può condurre alla percezione che tutti gli sforzi sono vani. Su questa base può svilupparsi una grave forma depressiva dove la perdita di significato si generalizza a tutto il mondo della persona.

Va persa la speranza del cambiamento mentre il senso del tempo di frammenta in un presente immobile. Il futuro è come già accaduto: il depresso conosce l’esito delle proprie iniziative prima ancora di cominciare.

In un mondo dove tutto è spento e senza più senso, il suicidio appare paradossalmente uno sprazzo di nuova speranza, una possibilità di uscire dalla angosciosa sofferenza che però non si apre al futuro , bensì nega e distrugge con il sé tutto il mondo attorno.

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