Psicologa Psicoterapeuta Cagliari

MEDITAZIONE, CONSAPEVOLEZZA E CAMBIAMENTO PERSONALE

meditazioneSenza dubbio la scienza si sta avvicinando sempre più alla soluzione degli enigmi che si celano dietro la pratica della meditazione.

Gli ultimi anni hanno visto un incremento notevole degli studi scientifici sulla meditazione, in particolare in ambito neurofisiologico.

Alcuni scienziati dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), indagando sulla relazione tra meditazione e cervello, in particolare sull’incremento della plasticità mentale (nuovi collegamenti neuronali) indotti dalla pratica meditativa, sono giunti a scoperte sorprendenti.

Da questa ricerca e altre precedenti sulla plasticità mentale risulta, al contrario di quanto si sosteneva fino a 10 anni fa, che il cervello è capace di sostituire i neuroni morti con nuovi circuiti neuronali.

I ricercatori della UCLA hanno reclutato 49 persone che meditavano da almeno 20 anni e le hanno sottoposte a risonanza magnetica del cervello. Sono stati inoltre scelti, sulla base delle loro risonanze, 16 individui mancini o destrorsi come i meditatori, quale gruppo di controllo.

Dalla ricerca è risultato che quanto più a lungo i soggetti avevano praticato la meditazione tanti più collegamenti neuronali il loro cervello aveva generato, a differenza del gruppo di controllo. Inoltre, le aree dove si erano creati più collegamenti neuronali avevano a che vedere con le funzioni cognitive, ovvero: pensiero, memoria, giudizio e decisione.

Queste ricerche aggiungono un tassello importante alla comprensione dei meccanismi alla base dell’efficacia della meditazione, i cui benefici comprendono la riduzione dell’ansia, l’incremento della concentrazione e la riduzione dei problemi del sonno.

In Occidente sono praticati attualmente vari stili di meditazione di matrice orientale. La più antica forma di meditazione risalirebbe a 5000 anni fa, descritta nei Veda, antichi testi sapienziali indiani che miravano a far raggiungere all’adepto il contatto con la divinità.

Le tecniche di meditazione variano dalla ripetizione di parole o canti nella meditazione mantrica, alla visualizzazioni di immagini o simboli del divino nella meditazione visiva, alla meditazione di un concetto sul quale assorbire completamente l’attenzione, nella tecnica che fonde il cuore e la mente.

Tutte queste forme di meditazione sono accomunate dall’obiettivo di giungere a una crescita spirituale tramite l’illuminazione. Queste forme di meditazione perseguono il “vuoto mentale”: non pensare per 10-20 minuti, almeno 2 volte al giorno, provoca una modificazione nell’attività elettrica del cervello che determina un incremento misurabile del benessere e la riduzione dello stress.

Fenomeni mentali fonte di sofferenza quali la ruminazione (concentrazione cronica e pessimistica su di sé riguardo eventi negativi del passato come perdite e insuccessi, tipico della depressione), possono essere attenuati dalla pratica della meditazione con l’effetto di ridurre l’insonnia, irrequietezza, tensioni muscolari.

Chi voglia invece approfondire la conoscenza personale e determinare balzi in avanti nella crescita psicologico-spirituale, può praticare la meditazione Mindfullness (dal sanscrito: consapevolezza). Questa forma di meditazione, originariamente descritta dai testi sacri Upanishad, testi nati a commento dei Veda, affermano che la divinità è dentro di noi e quindi, all’interno di noi stessi, qui e ora si giunge a rispondere alle fondamentali domande sul mistero della vita: chi siamo e da dove veniamo. Secondo questa visione necessario è appropriarsi dell’esperienza interiore nel momento presente.

Assimilata e riadattata da alcuni modelli psicoterapici occidentali, la mindfulness consiste in un’attenta consapevolezza del flusso dei propri pensieri, impulsi, sensazioni, emozioni, motivazioni e delle proprie azioni al momento presente, ossia mentre li si sta vivendo, mantenendo una modalità di osservazione non giudicante.

In questo modo si raggiungono accettazione e comprensione di sé sempre più profonde, con la conseguente risoluzione della sofferenza e di veri e propri disturbi mentali.

La consapevolezza della propria esperienza interiore è alla base di qualsiasi cambiamento personale alla ricerca di un nuovo e più completo equilibrio. Per questo motivo i modelli di psicologia clinica che mirano al cambiamento profondo della personalità perseguono tale consapevolezza.

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