Psicologa Psicoterapeuta Cagliari

GIOCO D’AZZARDO

gioco-dazzardoLa Regione Lombardia ha lanciato un forte segnale a livello nazionale sul tema del gioco d’azzardo patologico.

L’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi, nel corso della conferenza stampa dopo Giunta, tenutasi lo scorso giugno 2015, ha presentato i risultati del “Bando per lo sviluppo di azioni di prevenzione e contrasto alle forme di dipendenza patologiche” e ha dichiarato che saranno stanziati 3 milioni di euro del Bilancio Regionale per finanziare 38 progetti “no slot con il coinvolgimento degli enti locali, dell’associazionismo e del volontariato.

Molti Comuni hanno risposto con la proposta della formazione degli educatori, degli oratori, degli animatori dei centri per anziani, del personale comunale, degli assistenti sociali e degli insegnanti.

Inoltre sono stati proposti sportelli d’ascolto mobili e l’organizzazione di convegni e animazioni di piazze sul tema. Altri progetti riguardano la mappatura del territorio comunale per individuare aree sensibili come scuole, ospedali, oratori, dove vietare l’installazione delle slot machine entro un raggio di 500 metri.

Il gioco d’azzardo nel nostro Paese è attualmente è in fortissima espansione e facilmente accessibile. Questi due fattori predicono un incremento notevole del rischio, per i soggetti vulnerabili, di sviluppare dipendenza dal gioco con conseguenti gravi danni personali, familiari e sociali.

Il Manuale Diagnostico Statistico V (manuale di riferimento degli operatori della salute mentale per la classificazione delle patologie psichiatriche) definisce il gioco d’azzardo patologico “un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco, che compromette le attività personali, familiari e lavorative“.

Il fenomeno del gioco patologico è più frequente tra parenti di giocatori e nel sesso maschile, mentre nelle donne si manifesta in età più tardiva. In genere il periodo d’insorgenza è post-adolescenziale.

In ambito clinico, discriminare tra giocatori patologici e giocatori abituali normali, è possibile con l’utilizzo di test appositi, frutto di prolungate ricerche sul campo. Coloro che dipendono dal gioco manifestano stati d’ansia intensa sino al panico e depressione se non possono giocare.

Queste persone sono tendenzialmente più ostili, impulsive, emotivamente fredde e distaccate, e manifestano un bisogno di novità e forti stimolazioni per sentirsi bene. Caratteristica è la tendenza a non verbalizzare le proprie emozioni.

Come per i praticanti sport estremi (parapendio, paracadutismo, alpinismo estremo) e per i tossicodipendenti, è stato ipotizzato il bisogno, per i giocatori patologici, di ricercare le sensazioni fisiche e mentali che conseguono al rilascio nell’organismo di adrenalina (ormone che prepara l’organismo all’esercizio fisico impegnativo o a una situazione di pericolo).

A livello mentale, l’attivazione fisiologica generalizzata si manifesta con un temporaneo aumento della vigilanza, della capacità di concentrazione e del tono dell’umore, sino all’euforia. Necessario è il trattamento psicoterapeutico.

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